Si svolgerà presso l’Hotel Bramante di Todi.
I lavori inizieranno giovedì 20 maggio 2010 alle ore 16:30 e termineranno sabato 22 maggio alle ore 13.00.
VERSO IL PARTITO DELLA NAZIONE
PER DIFENDERE L’UNITA’ D’ITALIA E RICOSTRUIRE LA REPUBBLICA
Seminario nazionale di cultura politica dell’UNIONE DI CENTRO organizzato dalla FONDAZIONE LIBERAL POPOLARE
Le elezioni regionali hanno confermato la vitale presenza di una forza autonoma, distinta per programmi e valori, dai contenitori che, a destra e a sinistra, danno vita all’anomalo bipolarismo italiano.
La crisi di questo assetto si fa sempre più evidente. Sia nel Pd che nel Pdl, scissioni o divisioni, figlie di fondamentali differenze di visioni istituzionali, logorano ulteriormente il rapporto di fiducia tra la politica e i cittadini, come il nuovo record di astensioni ha drammaticamente messo in luce. Una litigiosità ormai oltre i limiti del lecito occulta l’interesse nazionale: così le riforme rimangono perennemente al palo. E il rischio del declino continua ad incombere.
Si moltiplicano gli attacchi all’unità nazionale e al concetto stesso di nazione, appena nascosti dietro un confuso progetto di federalismo che rischia di appesantire i costi di una burocrazia invasiva.
Nello stesso tempo appare sempre più urgente una vera e propria rifondazione della Repubblica, del senso dello Stato e del dovere, del rapporto fra i diversi poteri. Nazione e Repubblica sono i due pilastri storici ed etici del sistema-Italia che oggi chiedono di essere ricostruiti, pena il decadimento dell’intera nostra comunità.
Per poter adempiere a questo compito occorre un cambio di passo. All’interno dei principali partiti e fuori da essi. Per quanto ci riguarda non basta più un partito di interposizione tra i due schieramenti. Bisogna avere il coraggio di mettere in campo una nuova offerta politica: figlia delle grandi culture del Centro ma capace di andare oltre le vecchie caselle della geografia sistemica per proporre a tutti gli italiani un soggetto in grado di governare la “seconda modernizzazione” del Paese.
Un nuovo partito capace di “ricucire” la Nazione e la Repubblica. Un nuovo partito di ispirazione cristiana e liberale. Un nuovo partito promotore di un grande rassemblement riformista per fare della “rivoluzione liberale” non più un sogno irrealizzato, ma una realtà di governo. E’ possibile? E, se non ora, quando?